Ponte del Lovo - la storia





Sera di Natale.
Una stanza piena di fumo, una scrivania, un portatile e Maurizio, un uomo stanco di sognare, che accesa l'ennesima sigaretta, rialza lo sguardo e trova davanti ai suoi occhi la creatura che da una vita andava cercando. Una donna che è cuore, carne, mente; una bellissima donna intrappolata in una solitudine che Maurizio conosce fin troppo bene.   

Maurizio vive a Bologna, Nicoletta a Trieste, la distanza è proibitiva. Ma una mail parte e una ritorna, arrivano le prime piccole conferme, poi i primi silenzi, i primi dubbi, le prime grandi paure. Maurizio però non si scoraggia, si affida ai consigli di una Vocina, ai colpi di un fucile di precisione e, lentamente, tra i due prende vita una corrispondenza dove, oltre alle parole stesse, anche la musica e le immagini dicono la loro. Una perfetta, profonda “corrispondenza”, trenta invisibili giorni e infine l'incontro: un perfetto metà strada che li porta a Venezia. Sopra un piccolo ponte, sotto un cielo d'inverno, un abbraccio che non poteva più resistere darà ragione alle intuizioni, sancirà la loro fermezza mentale e lascerà sulle labbra un sottile filo di felicità.
Ma Nicoletta non sa che Venezia non è un metà strada qualsiasi, non sa che, tra le calli, da vent'anni si nasconde un destino; e quando con Maurizio tornerà in Laguna per vivere le prime due notti insieme, non riuscirà a dare un senso alle strane coincidenze che la città degli innamorati continua a riservare ai due amanti. Maurizio, dal canto suo, consapevole di non poterle ancora svelare alcun segreto, faticherà non poco per convincerla a mettere da parte il dolore delle vecchie ferite, però ci riuscirà e la settimana seguente sbarcherà a Trieste. Saranno attimi d'amore e attimi di ghiaccio, la loro intimità sarà comunque la definitiva conferma: la matematica delle cose non ha fallito, era lei, è lei la donna che Maurizio ha sempre sognato.
Ma quando, nel silenzio della propria stanza, messo da parte ogni folle pensiero, Maurizio urlerà tutta la gioia che ha in corpo, succederà l'inimmaginabile. Le strane coincidenze, non possono essere soltanto coincidenze. Il destino, il sospetto di un copione già scritto riemerge e a reclamare i diritti d'autore è un Dio burlone, poi le stesse canzoni che i due si sono scambiati, poi l'Universo intero, una magia sconfinata; da lontane galassie, piovono tessere di un immenso mosaico. Impossibilitato a comprendere gli imperscrutabili, divini disegni, Maurizio sceglie allora di non voler sapere; gli basta aver trovato Nicoletta e deciderà che agli eventi darà semplicemente un nome: li chiamerà fortuna.

Sera di Natale. Due anni dopo.
Un abbraccio e ridere insieme. Maurizio si è trasferito a casa di Nicoletta, niente è riuscito a fermarli.



Storia di un vecchio paio di scarpe, storia di due creature coraggiose, di un uomo e una donna e del loro desiderio di amare e amare se stessi fuori da ogni retorica. Un romanzo che si chiude come un cerchio, così come un cerchio compare nello scatto di copertina, così come le ultime parole del libro riportano a quella stessa immagine.
Ponte del Lovo offre molteplici livelli di lettura, dal più romantico e godibile – nel suo lieto fine – sino ad un livello che sfiora, senza alcuna pretesa letterario-filosofica, temi da sempre oggetto di studi scientifici. Con stile leggero e poetico, profondo e ironico, un moderno Giordano Bruno riafferma il principio di unità tra corpo, mente e cuore, tra l'anima e l'immensità del cosmo. Ma soprattutto ribadisce, con personalissimo piglio, la propria libertà di pensiero e di parola.